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Monumenti sotto il patrocinio dell´UNESCO

Il patrimonio mondiale protetto dall'UNESCO rappresenta siti di unico valore e bellezza ed è costituito dal patrimonio culturale e dal patrimonio naturale. Affinché un monumento culturale o un'attrazione naturale possanno trovarsi sul elencato, devono prima essere sottoposti a un rigoroso processo di selezione che ha diversi criteri, come per esempio quello di essere un capolavoro del genio creativo umano oppure un fenomeno naturale di straordinaria bellezza e valore estetico.

Poco più di 900 siti in tutto il mondo hanno soddisfatto questi criteri mentre la Croazia vanta di ben dieci monumenti storici e culturali nonché di meraviglie naturali iscritti nell´elenco del patrimonio monumentale mondiale:

  1. Stećci – pietre tombali monumentali risalenti al Medioevo
    a) Velika e Mala Crljivica (Cista Velika)
    b) Dubravka/sv. Barbara (Konavle)
  2. Opere di difesa veneziane del XVI e XVII secolo
    a) La fortezza di Sveti Nikola (San Nicolo)
    b) Il sistema difensivo della citta di Zadar (Zara)
  3. Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa
    a) Il Parco nazionale di Paklenica
    b) La riserva naturale Hajdučki e Rožanski kukovi
    c) Il Parco nazionale del Velebit settentrionale
UNESCO - Mappa delle attrazioni

Il Palazzo di Diocleziano a Split (Spalato)

Il Palazzo di Diocleziano a Spalato

L´imperatore romano Diocleziano ha trascorso gli ultimi anni della propria vita in un enorme palazzo che ha fatto costruire nelle adiacenze della sua città natale, Aspalatos in Dalmazia.

Con il passare dei secoli, l´architettura originale del palazzo è cambiata, ma le persone che vivevano in questa città che poi ha preso il nome di Spalato e poi Split, hanno usato costruzioni architettoniche con piccolissime modifiche durante il periodo bizantino, veneziano e austroungarico. Così, nell´ambito delle muraglie romane si è sviluppata una città armoniosa. Tutt´oggi è visibile la bellezza del peristilio del palazzo, del mausoleo di Diocleziano, del tempio di Giunone, delle collonate lungo le vie, delle chiesette del primo periodo cristiano, di case romaniche, della Porta Aurea di Andrija Buvina e delle opere architettoniche di Juraj Dalmatinac.

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La basilica Eufrasiana di Poreč (Parenzo)

La basilica Eufrasiana di Parenzo

Uno dei monumenti più antichi e più belli di Poreč (Parenzo) che comprende il complesso di edifici sacrali costruiti nel periodo del vescovo Eufrasiano, è situata nella zona nord-orientale del centro storico-urbano della città.

La basilica è costruita a tre navate con la navata centrale innalzata e più larga rispetto a quelle laterali, da qui è divisa da due filoni di arcate. Tutte e tre le navate finiscono in absidi a forma semicircolare, e nell´abside principale che è più larga e più profonda di quelle laterali, è situato un ciborio. L´atrio esterno (nartece) è connesso con lampio atrio quadrato dal lato del quale troviamo il battistero ottagonale.

La forma odierna la basilica l´ha acquisita nei secoli 13-esimo e 15-esimo, mentre il campanile della chiesa è stato costruito nel 16-esimo secolo. L´abside è ornata da sontuosi mosaici figurativi, che assieme a quelli della chiesa di san Vitale di Ravenna rappresentano gli esemplari più significativi dell´arte dei mosaici in Europa.

Grazie ai mosaici pavimentali ed alle scritture preservate è possibile seguire tutte le fasi della costruzione, dell´adattamento e del restauro, ma è altrettanto possibile ricostruire la vita della comunità cristiana di Parenzo.

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I laghi di Plitvice

I laghi di Plitvice

Il fiume Korana ha creato una catena di una ventina di laghi e baccini limpidi color verde smeraldo che si fondono gradatamente separati dalle barriere dolomitiche creatisi dalla sedimentazione del travertino.

L´acqua scorre da un lago all´altro sotto forma di cascata creando in questo modo un maestoso fenomeno architettonico naturale in movimento.

I laghi sono circondati da folti boschi di faggio, abeti e ginepro abitati da orsi, lupi ed uccelli rari quali il francolino di monte ed il gufo dalle orecchie lunghe.

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La città romanica di Trogir

La città romanica di Trogir

Il centro storico di Trogir è stato fondato dai coloni grechi dall´isola di Vis nel III secolo a.c. Su questo centro antico giace il centro storico di Trogir, città romanico-gotica meglio conservata non solo dell´Adriatico, ma anche di tutta l´Europa centrale.

Il centro storico medievale di Trogir circondata da muraglie accomuna il ben conservato castello e la torre, nonché numerosi edifici e palazzi risalenti ai periodi romanico, gotico, rinascimentale e barocco.

La costruzione più significativa è la cattedrale di Trogir con il portale della porta occidentale, capolavoro del maestro Radovan ed esempio più importante dellarte romanico-gotica in Croazia.

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Città antica di Dubrovnik (Ragusa)

Città antica di Ragusa

Le muraglie dell´antica Dubrovnik (Ragusa) circondano il complesso di costruzioni pubbliche e private, sacre e profane preservate in un modo straordinario, di tutti i periodi della storia della città sin dalla sua fondazione nel settimo secolo. Va accennata in particolar modo la via principale del centro storico – Stradun, il Palazzo ducale, la chiesa di San Biagio, la Cattedrale, tre spaziosi monasteri, l´edificio Doganale ed il Municipio.

La repubblica di Ragusa rappresentava una particolare unità politica e territoriale fiera della propria cultura, del commercio in fiore, e in particolar modo della libertà che è riuscita a preservare durante secoli burrascosi.

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La cattedrale di Šibenik (Sebenicco)

La cattedrale di Sebenicco

La cattedrale di San Giacobbe di Sebenicco è una basilica a tre navate con tre absidi ed una cupola (l´altezza degli interni ammonta a 32 m).

La costruzione della cattedrale inizia in stile gotico veneziano, ma viene terminata in stile del rinascimento toscano. Sono passati quasi 15 decenni dal momento in cui è stata presa la decisione di costruire la cattedrale nel 1402 fino alla sua santificazione nel 1555. I lavori hanno inizio nel 1431 nel posto in cui è precedentemente esistita una cattedrale più piccola ed in questo modo è stato sfruttato il materiale di quest´ultima. La pietra necessaria veniva portata dall´isola di Korčula (Curzola), Susak, Brač (Brazza), Rab (Arbe) e Krk (Veglia).

Questo monumento sacro unico è un esempio particolarmente interessante in quanto si tratta dell´unica costruzione priva di elementi murari e le cui mura, le arcate e le cupole sono state costruite con un metodo unico al mondo (usato per la prima volta da Juraj Dalmatinac) in cui poi si susseguono in un´unità parti di pietra scolpite con precisione, metodo usato nel mestiere di carpenteria. Il risultato è l´armonia dell´unità della pietra, il metodo della composizione e l´assoluta armonia degli interni e del volume esteriore della cattedrale.

La tecnica della costruzione è visibile in modo migliore nel comignolo della facciata principale (a forma di trifoglio) in quanto uno dei più antichi d'Europa e in quanto l´unico che segue un proseguimento naturale in forma di piano a tre navate della chiesa in armonia con la forma e le dimensioni delle arcate.

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Starigradsko polje (La piana di Stari Grad)

La piana di Stari Grad

Starogradsko polje (La piana di Stari Grad) è il maggiore ed il più fertile campo dell'isola di Hvar (Lesina) e delle isole dell'Adriatico in generale. Con i suoi 6 km di lunghezza si estende dalla baia di Vrboska sino al golfo di Stari Grad nella direzione est-owest.

La particolarità della piana di Stari Grad sta nel fatto che la sua parcellizzazione risale ai tempi della colonizzazione greca. Dopo la fondazione della colonia, i Greci hanno diviso i terreni nelle vicinanze della città in circa 73 identiche particelle rettangolari, di circa 181 x 905 m. Su queste aree sono state scoperte oltre 100 località archeologiche, come alcune minori proprietà del periodo greco (i Greci si sono stabiliti sull'isola nel 4. secolo a.C.) e numerose ville e tenute romane, tra cui la più rinomata è la villa rustica Kupinovik che si trova a nord dalla strada Jelsa - Stari Grad nonché la torre greca Maslinovik a nord dall'aeroporto sportivo del campo.

Grazie ai muri a secco che segnalano i loro confini, le particelle, nella loro forma originale, si sono mantenute sino ad oggi e si trovano su una rete antica nonostante il loro carattere alquanto medievale. Questo tipo di parcellizzazione rappresenta il miglior tipo di divisione originale greca di terreno nell'intero Mediterraneo.

A luglio del 2008. l'UNESCO ha inserito la piana di Stari Grad sulla lista del patrimonio mondiale. L'organizzazione mondiale nel suo resoconto mette in risalto che su queste aree le piantagioni di ulivi e di vigne sono rimaste "in pratica intatte" dalla prima colonizzazione degli antichi Greci, ovvero negli ultimi 24 secoli. Si tratta di una testimonianza unica nel suo genere per quanto riguarda il sistema di divisione geometrica del terreno come si usava nell'Antichità.

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Stećci – pietre tombali monumentali risalenti al Medioevo

Stećci – pietre tombali monumentali risalenti al Medioevo

I cosiddetti stećci (singolare stećak) sono pietre tombali monumentali che si diffusero a partire dalla seconda metà del XII fino al XVI secolo raggiungendo il loro apice soprattutto durante il XIV e XV secolo. Ciascun stećak è scolpito da un blocco di pietra unico che riflette le abilità e le conoscenze del maestro che lo ha realizzato. Gli stećci furono spesso decorati con scritte o immagini semplici come spirali, archi, stelle o simboli religiosi, ma anche con motivi più complessi come animali e scene di tornei cavallereschi. Il motivo raffigurato più frequentemente è l’uomo con la mano destra alzata. In Croazia si contano circa 4 mila stećci disseminati in due necropoli: Velika e Mala Crljivica (Cista Velika) e Dubravka/sv. Barbara (Konavle). Oltre in Croazia, questi sono diffusi anche in Bosnia ed Erzegovina, Montenegro e Serbia. Ciascun paese è responsabile per la protezione, conservazione e gestione delle pietre tombali presenti sul proprio territorio.

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Opere di difesa veneziane del XVI e XVII secolo

Opere di difesa veneziane del XVI e XVII secolo

Le fortificazioni che si estendono per oltre 1.000 chilometri, dalla Lombardia in Italia alla costa orientale del Mare Adriatico, formano un sistema difensivo unico progettato per contrastare gli attacchi sia sulla terraferma che via mare. Le fortificazioni furono costruite dalla Repubblica di Venezia nel periodo compreso tra il XVI e il XVII secolo e furono suddivise in “Stato da Terra”, che proteggevano la Repubblica dalle altre potenze europee a nord-ovest, e “Stato da Mar”, che difendevano le rotte marittime e i porti veneziani. Nell’ambito delle fortificazioni veneziane, sul territorio croato figurano la fortezza di Sveti Nikola (San Nicolò) e il sistema difensivo della città di Zadar (Zara). La fortezza di Sveti Nikola sorge non lontano dalla città di Šibenik (Sebenico), più precisamente su un piccolo isolotto, ed è collegata con la terraferma tramite uno stretto passaggio situato nella parte meridionale della stessa. Fu costruita principalmente per conquistare la città di Skradin (Scardona) invasa dai Turchi nel 1522. La particolarità della fortezza si nasconde nella sua forma triangolare; forma estremamente rara in quel tempo, sia sul territorio croato che europeo. Un altro fatto interessante è che la fortezza non fu mai adibita come tale, in quanto non fu attiva né in fase di combattimento né in quella di difesa. Le mura difensive della città di Zadar (Zara) separano tutt’oggi la zona storica della città dalla terraferma e un tempo furono collegate solo da un ponte levatoio. Le mura furono rinforzate in varie direzioni da bastioni, mentre il punto chiave di difesa era la fortezza Forte, che, per la sua monumentalità, oscurò altri edifici difensivi nelle vicinanze. Simile alla fortezza di Sveti Nikola, le fortificazioni della città di Zadar (Zara) furono costruite principalmente per difendersi dagli attacchi dell’Impero ottomano.

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Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa

Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa

Le faggete dei Carpazi e di altre regioni d'Europa sono esempi eccezionali di aree boschive incontaminate nella zona a clima temperato. Nel 2007 è stata inclusa nell’Elenco dell’UNESCO la prima foresta che si estende dalle montagne Rakhiv e dalla catena montuosa della Čornohora in Ucraina, attraverso le montagne Poloniny fino ai monti di Bukovec e di Vihorlat in Slovacchia. La prima estensione del patrimonio si verificò nel 2011 quando vi si aggiunsero altre cinque aree boschive simili della Germania. Il 7 luglio 2017 si verificò un’ulteriore estensione che includeva nell’Elenco del patrimonio mondiale dell’UNESCO la Repubblica di Croazia assieme agli altri nove paesi (Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Italia, Romania, Slovenia, Spagna e Ucraina). La Croazia partecipa con tre località: il Parco nazionale di Paklenica, la riserva naturale Hajdučki i Rožanski kukovi nonché il Parco nazionale del Velebit settentrionale.

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